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Nonostante siano valori affermati da quando scoppiò la rivoluzione francese, i principi della libertà, dell'uguaglianza, del diritto alla proprietà, della giustizia sociale, spesso sono stati solo parole oppure sono stati messi in discussione se non proprio eliminati per interessi economico-politici o a fini propagandistici. Questo percorso si propone di mostrare, analizzando le travagliate vicende dell'Italia dagli anni Trenta fino alla Costituzione repubblicana e alla sua integrazione in quella europea, il cammino difficile e tortuoso che i diritti civili hanno avuto nel nostro Paese. In precedenza lo Statuto Albertino, se pur ottriato, concedeva una certa tolleranza (che non ha lo stesso significato di uguaglianza); durante il regime fascista, Mussolini e i gerarchi del P.N.F. cambiarono in modo radicale tutto questo, fino alla emanazione delle leggi razziali. Con il ritorno della democrazia, furono stabiliti nella Costituzione i principi su cui si basava lo Stato, i diritti e i doveri dei cittadini, le istituzioni della Repubblica. In questo contesto ebbero grande merito i capi della resistenza antifascista, a cui le esperienze sul campo avevano dato la forza per cominciare ad operare una rinascita del Paese. In particolare nel Tigullio, ebbe grande gloria la brigata Coduri che, composta all'inizio da pochi uomini, fu denominata dagli Alleati "Divisione militare garibaldina Coduri", per sottolinearne il ruolo attivo che ebbe nella zona, poiché liberò praticamente da sola le principali città e debellò i nazifascisti nell'entroterra. Anche per loro è stato fatto questo sito. fausto sivori
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