Sangermani 999

Non è certo dedicato alla grande produzione questo piccolo dieci metri dalle nobili origini: definito day sailer dallo stesso Cesare Sangermani, si è rivelato un raffinato yacht.

Il Sangermani 999 veste forme inusuali sia fuori, sia dentro ed è realizzato con estrema cura utilizzando legno e fibre di carbonio.

Per un’intera giornata Main sail ha veleggiato su Magica Dea, una piccola opera d’arte che è anche il primo degli esemplari prodotti.

Nei capannoni dei Cantieri Sangermani, il legno trova sempre uso sovrastando quello delle resine bicomponenti.
Qui l’arte dei maestri d’ascia non ristagna sulle innumerevoli glorie del passato, ma è viva, in continua evoluzione e si fa contaminare con intelligenza e senso critico dalle innovazioni proposte dalla recente tecnologia: le maestranze del cantiere lavorano con eccellenza il legno, i compositi avanzati e l’acciaio e non è un caso che tutte le barche in restauro e in rimessaggio siano pezzi rari del passato e del presente, e non è neppure un caso che sia nata qui Guia 2000, prima barca al mondo ad essere costruita totalmente in sandwich di kevlar, nido d’ape di alluminio e resina epossidica, per un dislocamento di otto tonnellate di cui sei di zavorra.

Il Sangermani 999 è un natante di dieci metri, che si appresta ad essere realizzato in un piccolo numero di esemplari.

Lo Yacht


Il 999 è in legno e carbonio, un connubio di materiali dall’ottimo risultato estetico e meccanico: non è da sottovalutare il fatto che questo yatch sia duro e rigido come fosse un monolite d’acciaio e, allo stesso tempo, è leggero come una barca da regata.

Lo scafo è realizzato in tre strati di cedro rosso dell’ovest rinforzato su tutta la superficie esposta da un laminato in fibra di carbonio,

Le doghe di teak sono incollate con resina epossidica alla coperta.

La tuga è realizzata in compensato marino e i fianchi sono ricoperti in mogano all’esterno e in acero all’interno, mentre il tetto è rivestito da uno strato di fibra di carbonio.

Le strutture sono in legno lamellare di mogano e compensato marino rinforzati con fibre di carbonio e vetro.

Il basamento del motore, fornito dalla Yanmar è fissato allo scafo e alle strutture mediante una laminazione in fibre di carbonio.

Lo scafo e la coperta
 

La carena ha linee avviate, pur presentando sezioni piene e un baglio massimo importante abbastanza arretrato. All’altezza della falchetta la prua rimane larga definendo una caratteristica giunzione tonda fra i due bordi.

La lunghezza al galleggiamento è estremamente sviluppata, le murate sono molto basse e il cavallino accentuato ammorbidisce le cadute prodiera e poppiera verticali.

Tutte le superfici orizzontali, ad eccezione bianco della tuga, sono rivestite con doghe.

La falchetta in teak è molto interna e mette in evidenza l’elegante arrotondamento della fascia d’incontro tra scafo e coperta.

I quattro verricelli self tailing sono manovrabili anche da chi sta al timone, rendendo la navigazione gestibile, al limite, anche da una sola persona.

Gran parte della ferramenta di coperta in acciaio aisi 316 è disegnata e costruita su misura da Sangermani e tutti gli accessori sono installati con bulloni passanti e contropiastre di rinforzo, come per le funzionali bitte in acciaio e teak asservite da passacavi con difese in fibra di carbonio.
Albero e boma sono in fibra di carbonio, mentre le sartie sono in tondino con lande a murata. La deriva è costituita da uno scatolato di lamiera d’acciaio a cui è appeso un bulbo in piombo all’antimonio.

 
Gli interni

L’alternanza di nera fibra di carbonio a chiarissimo legno di acero crea, negli interni, giochi di luci e ombre da fotografia in bianco e nero; in realtà è sufficiente l’azzurro cielo pagliolato, che riprende il vivido colore delle murate, a vivacizzare e a valorizzare sapientemente gli ambienti e la loro disposizione.

Nonostante la piccola tuga e l’opera morta contenuta, i volumi interni sono sufficienti a definire un’abitabilità non sacrificata. Le panche a murata della dinette sono in listelli di acero e l’isola centrale è rivestita in acciaio lucidato.
 

In navigazione

L’aspetto piu’ prezioso di questo yacht, celato da un’estetica che di fatto sembra esserne la vera attrazione, emerge tutto e prepotentemente quando si issano le vele e si comincia a navigare.

Il 999 cammina piu’ velocemente di quanto siano in grado di fare molti racer di pari dimensioni, è rigido alla tela, rapidissimo nelle accelerazioni e, forte di un dislocamento contenuto, è reattivo senza rinunciare ad un buona stabilità di rotta.

Al lasco, con vento fra i diciotto e i venti nodi, si naviga in tutta scioltezza intorno agli otto nodi senza la minima tendenza a straorzare sotto raffica e a rollare con onda da tre quarti.
Con poca aria è facile mantenere un buon passo, piccole raffiche  vengono subito trasformate in accelerazioni e con otto nodi di vento si riesce a bulinare a 6 nodi.

 

INFORMAZIONE

NOTE

Soggetto dell’ immagine

Yacht- Sangermani 999

Settore industriale

Navale

Area tematica

Prodotti

Impresa

Cantieri Sangermani

Luogo di costruzione

Lavagna (GE)

Anno di costruzione

2003

Fonte

Rivista “Main Sail”

Didascalia

La fotografia raffigura la Sangermani 999 in navigazione di prova e proviene dalla rivista “Main Sail”

 

 

Aggiornato il: 23/07/2007 alle ore 20.16.34