Storia dei Cantieri Sangermani
La data di fondazione del cantiere è stata associata all’anno di
nascita del padre di Cesare,cioè il 1896.
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All’ inizio la principale attività era l’hobbistica che
vide la luce nella piccola borgata di Mulinetti e, senza lo
scopo di ottenerne un utile.
Le imbarcazioni costruite erano lance e gozzi per gli amici
o per i pescatori del luogo e piccole imbarcazioni a vela da
regata per le cosiddette “derive popolari”, che erano un
tentativo di portare i giovani verso la vela anche perché
poco costose.
Nel ‘28, dopo la prima guerra mondiale, Cesare Sangermani
vinse un campionato che si svolgeva a Bogliasco facendo così
conoscere il nome dell’azienda anche fuori da Mulinetti,
Recco e dintorni nell’ambito internazionale della vela.
Subito dopo iniziò a fare regate nel Mediterraneo
Nord-Occidentale.
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Diploma Campionato di vela del 1928 |
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Dopo questo periodo dedicato all’hobbistica iniziò a
seguire un periodo di costruzione delle barche da lavoro. Il
cantiere di Mulinetti diventava troppo piccolo dato
l’ingresso dei figli nell’ attività per costruire
imbarcazioni sempre più grandi e allora si spostarono a
Rapallo.
Era l’epoca della dittatura fascista per cui non fu molto
florido, vennero però costruite importanti imbarcazioni sia
per personaggi legati alla monarchia sia al regime fascista.
Successivamente alla fine degli anni ’30, per problemi di
natura politica i Sangermani furono costretti a lasciare
Rapallo trasferendosi a Riva Trigoso in un cantiere che
esiste ancora adesso (Cantieri Navali Liguri). Qui
costruirono imbarcazioni da lavoro e imbarcazioni per gli
alleati tedeschi, tanto più che gli operai del cantiere
erano considerati come soldati in prima linea e quindi
esonerati dal servizio militare al fronte. |

Costruzione di una barca nel cantiere
di Riva Trigoso |

Costruzione di una barca nel cantiere
di Riva Trigoso |
Finita la guerra iniziarono a cercare dei
terreni di proprietà nella zona di Lavagna e non terreni
demaniali come abitualmente si faceva per costruire nuovi
cantieri dato che gli spazi prospicienti la spiaggia erano
per lo più di proprietà dello Stato. Infatti il vantaggio di
avere invece un terreno di proprietà consisteva nell’evitare
il rischio della disdetta del canone da un anno all’altro,
che poteva portare alla perdita del terreno e rendeva,
quindi, insicuro qualsiasi investimento nell’attività
cantieristica.
Nel 1946, individuato il terreno nella zona di Lavagna alla
foce dell’ Entella, iniziarono ad acquistare da piccoli
proprietari porzioni di terreno fino a formare 5.000 mq di
proprietà. Dal 1946 ad oggi il cantiere è rimasto nella sede
di Lavagna ingrandendosi gradualmente fino a raggiungere le
attuali dimensioni. |
In
quegli anni la produzione era data da imbarcazioni da
diporto medio- piccole e da lavoro per i piloti del porto di
Livorno, gozzi da pesca e da trasporto, moto-lance e
successivamente yacht a vela classici che grazie all’
aumento della potenzialità del cantiere e l’ aumento della
clientela diventavano sempre più grandi.
Negli anni ’60 gli operai all’interno del cantiere erano
circa 120 tra carpentieri, maestri d’ascia, immobiliari,
tubisti, elettricisti, pittori e vi era un’officina di
carpenteria meccanica dove venivano costruite tutte le parti
in ferro e in bronzo.
Intorno agli anni ’70, sono cominciate le prime crisi
politico-economiche italiane per cui si cercava di scoprire
la reale proprietà delle imbarcazioni che battevano bandiera
straniera in modo da far rispettare l’imposizione fiscale. |

Costruzione di una barca nel cantiere
di Lavagna |

Cesare e Piero Sangermani |
Da metà anni ’60 in poi ci
furono della fasi di crescita e di regresso dell’ azienda.
Il cantiere si è, quindi, specializzato nella produzione di
yacht da diporto perché man mano che cresceva in dimensioni
e importanza, aumentava anche il suo grado di rifinitura.
Venivano costruite barche sempre più ben fatte e per un
pubblico più facoltoso per cui è diminuita la competitività
nella produzione di barche da lavoro che richiedevano invece
un costo di produzione più basso.
Oltre la costruzione di nuove imbarcazioni il cantiere si è
anche da sempre impegnato nell’operazione del restauro che è
sempre stata una parte importante del lavoro, nonostante che
negli anni ‘60 essendo la produzione molto elevata, abbia
assunto un ruolo secondario.
Comunque ha sempre avuto un certo rilievo grazie anche alle
modifiche apportate ad imbarcazioni già esistenti e alla
riparazione vera e propria delle vecchie barche. Oggi,
invece, vi è più restauro rispetto alla costruzione perché
il materiale proposto, cioè il legno non è più competitivo
dato che sono rimasti pochi coloro che apprezzano barche
totalmente in legno per cui il lavoro ruota maggiormente
intorno alla riparazione grazie al fatto che, chi possiede
un’imbarcazione in legno cerca, spesso, di restituirla al
suo splendore originale perché vi è un rilancio di questa
barca come imbarcazione d’ epoca. Attraverso il restauro si
sono trovati a riparare anche imbarcazioni di ferro-cemento. |
Nell’ azienda hanno
utilizzato per la produzione materiali che vanno dal legno a
quasi tutti quelli disponibili sul mercato.
Negli anni in cui il legno era in auge, sono stati i
precursori di metodi di costruzione sempre più moderni
grazie alla continua ricerca della qualità per dare
leggerezza alle barche da regata sia nei materiali lignei
che in quelli metallici.
Il primo metodo di costruzione era quello fatto con fasciame
di legno poste longitudinalmente inchiodate alla struttura
portante e calafatate tra di loro.
Nei primi anni ’50, grazie all’introduzione da parte degli
americani di speciali colle che resistevano all’acqua, le
tavole iniziarono ad essere incollate alla struttura e tra
di loro.
Questi sono stati gli anni nei quali è migliorato il sistema
di costruzione lamellare, venivano costruiti così scafi con
più fasciame. |

Uno scafo in costruzione |

Macchina utensile |
Negli anni ’70 è entrata
nella nautica la resina epossidica che ha migliorato l’
impermeabilità, il fasciame in legno era multiplo e
incollato sistema ancora oggi utilizzato in molti cantieri.
Successivamente vennero usate fibre sintetiche in aggiunta
al legno che fa da supporto ad esse. Nello stesso periodo
hanno sperimentato una costruzione in vetroresina speciale
che oggi viene definita costruzione in composito avanzato
cioè una costruzione che passa attraverso l’utilizzo di
materiali come il carbonio, il vetro erre e il kevlar,
utilizzati anche per la grande competizione automobilistica
e motociclistica, ma soprattutto oggi dall’ aeronautica e
dall’ industria bellica.
In seguito il composito avanzato è stato temporaneamente
accantonato , anche se i Sangermani sono stati i primi al
mondo ad utilizzarlo realizzando una barca a sandwich con
nido d’ ape d’alluminio, perché tutti i loro clienti
volevano le barche in legno per le quali il loro nome è
sempre stato famoso. |
Per
quanto riguarda i tempi di produzione cambiano a seconda
delle dimensioni e delle esigenze da rispettare per la
costruzione.
Negli anni ’60, quando avevano circa 120 operai, hanno
costruito ben 13 barche in un anno, ma con l’aumento delle
dimensioni delle imbarcazioni la produzione è diminuita.
Nei primi anni ’70 la loro azienda contava circa 80 persone
che alla fine del decennio scese a 70, mentre negli anni ’80
lavoravano in azienda circa 60 dipendenti.
Nel 1986 Cesare Sangermani jr. prese in mano il cantiere, la
manodopera diminuì fino ad arrivare a oggi che conta circa
una decina di persone; questo è avvenuto perché la
tecnologia ha cambiato il modo di lavorare: prima si andava
dal disegno di progettazione al prodotto finito all’ interno
del cantiere, oggi invece spesso ci si limita ad una
attività di collaborazione e coordinazione con ditte in
sub-appalto pezzi.Oggi i tempi di produzione per una barca
di circa 20 metri, costruite con le tecnologie odierne, in
legno speciale rinforzato con le fibre di carbonio, sono di
circa 25-30000 ore di lavoro che corrispondono all’attività
di circa 15 persone in un anno. |

Pressa Idraulica
(Cliccare sulla foto per la
spiegazione) |
La "lumaca"
(Cliccare sulla foto per la
spiegazione) |
Nel periodo in cui l’
azienda si trovava a Riva Trigoso, furono costruiti alcuni
grandi gozzzi da pesca chiamati “Rivanetti”dal nome del
luogo. Nel passato vi erano a Lavagna, dei cantieri con
maestri d’ascia specializzati nella costruzione di barche da
lavoro come brigantini e barche a vela tipo il leudo. Questo
tipo d’imbarcazione servì anche per il trasporto
dell’ardesia estratta dalle cave esistenti, ancora oggi,
nelle valli a ridosso del golfo del Tigullio.
Nei leudi venivano usati abeti della Corsica, alberi vecchi
adattati o peachpine.
Infatti, il primo scopo di un cantiere è sempre stato quello
di varare barche che servivano alle attività produttive
della zona, e, successivamente, si cercava una
specializzazione che poteva condurre come nel caso dei
cantieri Sangermani, al settore da diporto.
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L’ ultima creazione di questi famosi cantieri è un brevetto
che si chiama “Xylon 30003”, dove il tre è il numero
perfetto e Xylon in greco significa legno.
Il sistema di costruzione consiste nell’ utilizzare un legno
molto leggero chiamato Cedro Rosso dell’Ovest che si trova
nel Nord America impiegato nell’edilizia per le case del
Canada e del nord degli Stati Uniti.
Questo metodo di costruzione viene utilizzato dal 1991. Per gli
interni vengono adoperati il tek e il mogano, il ciliegio.
Lo stile nella costruzione delle barche “Sangermani” è sempre lo
stesso da cent ’anni a questa parte, anche se alcune volte vengono
richiesti stili particolari disegnati direttamente dall’armatore e
che comunque non si allontanano molto dal classico.
Per la costruzione degli alberi si è passati dall’ utilizzo di
conifere nord-Americane (Silver Spruce) all’ alluminio. La conifera
ha una fibra rettilinea molto leggera, specie simili si possono
trovare anche in Italia nella Val di Fiemme. Gli alberi delle barche
da lavoro erano pieni e fatti con peachpine americano che è molto
pesante, ma resiste di più nel tempo.
Ora, invece, gli alberi vengono costruiti in fibra di carbonio che
sta prendendo il posto sia del legno, sia dell’ alluminio perché
pesa meno.
Un esempio di barca fatta con alberi di questo materiale è il
brigantino Barbarossa, costruito nel 1990 in stile ‘800.
A questa barca è legato un dettaglio storico interessante: quando
servirono i tronchi della Val di Fiemme per gli alberi del
brigantino durante il lavoro furono trovate schegge di
granata e di proiettile della Prima Guerra Mondiale
conficcate nel legno invisibili dall’esterno e riportate
alla luce dall’operazione di taglio del tronco stesso. |
Il trofeo della "Giraglia" |
Alcuni di questi reperti sono conservati
dal titolare Cesare nel suo ufficio.

Il team Sangermani oggi
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